Intervenuto ai microfoni di ‘Radio Anch’io lo Sport’, Renzo Ulivieri, in qualità di presidente dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), ha analizzato in profondità le problematiche che affliggono il calcio italiano contemporaneo. Durante l’intervento, Ulivieri ha cercato di delineare possibili strategie e soluzioni per rilanciare il movimento calcistico nazionale. Tra le ipotesi discusse per promuovere i talenti locali, è stata sollevata la questione dell’introduzione di un numero minimo di giocatori italiani da schierare obbligatoriamente in campo nelle partite del campionato di Serie A. Tuttavia, Ulivieri ha espresso una posizione netta e contraria a tale misura, argomentando che «non si può fare» in quanto una direttiva simile andrebbe inevitabilmente a «limitare gli stranieri» presenti nel massimo campionato italiano, una prospettiva che, a suo dire, si rivelerebbe impraticabile o controproducente.
Ulivieri: No to Minimum Italian Players in Serie A, It Would Mean Limiting Foreigners
Speaking on ‘Radio Anch’io lo Sport’, Renzo Ulivieri, the president of AIAC (the Italian Football Coaches’ Association), provided an in-depth analysis of the contemporary issues plaguing Italian football. During his intervention, Ulivieri aimed to outline potential strategies and solutions to revitalize the national football movement. Among the hypotheses discussed to promote local talent, the question arose regarding the introduction of a minimum number of Italian players required to be fielded in Serie A matches. However, Ulivieri took a clear and opposing stance against such a measure, arguing that «it cannot be done» because a similar directive would inevitably «limit foreigners» present in Italy’s top league, a prospect which, in his view, would prove impractical or counterproductive.

